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Lo scenario

Gli ultimi dati Istat certificano che in Italia ci sono più di 1.700.000 famiglie (quasi il 7% del totale delle famiglie italiane) al cui interno vivono oltre 5.000.000 di persone in condizioni di povertà assoluta, cioè coloro che non sono in grado di affrontare la spesa mensile necessaria ad acquistare beni e servizi considerati essenziali per uno standard di vita minimamente accettabile.

I dati accertano anche che nel nostro Paese ci sono più di 3.000.000 di famiglie (oltre il 12% del totale) al cui interno vivono più di 9.000.000 di persone in condizioni di povertà relativa.

L’Istat stima così che, in questo quadro critico, oltre 6.000.000 di italiani non hanno accesso alle prestazioni sanitarie, di cui 4.000.000 per motivi economici e 2.000.000 a causa di liste d’attesa ingolfate.

Inoltre, considerato che la spesa medica è correlata in termini assoluti alla situazione economica, vi è un impressionante numero di famiglie che, pur non valutate dall’Istat in condizioni di povertà, vengono colpite da questo terribile fenomeno con picchi di rilevanza drammatica al Sud dove la persistente presenza di sacche estese di povertà assoluta, che rende di per sé impossibile l’accesso alle cure sanitarie in via privata, si accompagna troppo spesso all’indisponibilità e all’inadeguatezza delle prestazioni pubbliche e dai tempi di attesa eccessivi.

Il risultato è che oltre 9.000.000 milioni di famiglie italiane (più del 36% del totale) dichiarano di dover rinunciare totalmente o parzialmente alle visite specialistiche, agli esami diagnostici e all’acquisto dei farmaci.

Italiani che vivono in condizioni di povertà assoluta

Italiani che non hanno accesso alle prestazioni sanitarie

Famiglie italiane che dichiarano di dover rinunciare totalmente o parzialmente alle cure mediche.

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